DEPRESSIONE POST-PARTUM
Spesso nei primi giorni dopo il parto la neomammma si trova a fare i conti con quello che in America è stato definito come “baby blues” con riferimento allo stato di malinconia che caratterizza il fenomeno, di solito esordisce due o tre giorni dopo il parto. Le reazioni emotive di questo fenomeno piuttosto comuni dopo il parto possono essere: crisi di pianto senza motivi apparenti, inquietudine, ansietà, una strana sensazione di “svuotamento” alternata a momenti di felicità. A questo spesso si aggiunge una certa irritazione immotivata nei confronti del neonato, del coniuge o di altri figli. Quasi sempre insorgono nella madre anche sentimenti di inadeguatezza che portano la madre a chiedersi se è in grado di accudire il neonato nel modo giusto; anche le scelte più semplici diventono difficili. Generalmente questi sintomi tendono a scomparire nel giro di qualche giorno senza la necessità di alcun trattamento.
Diverso è il caso della depressione vera e propria che non si risolve nei primi giorni dopo il parto o in qualche settimana ma , in molti casi può durare per mesi, anche un anno e oltre. All’inizio i sintomi sono simili a quelli del baby blues, ma presto diventono più intensi e si sommano ad altri: forti disturbi del sonno,disperazione, sentimenti di colpa, difficoltà a organizzarsi, esaurimento, paura di far del male al bambino o a se stessa, improvvisi cambiamenti di umore, disistima, disturbi alimentari, stanchezza cronica, apatia e assenza del desiderio sessuale, preoccupazione eccessiva per la salute del bambino o, al contrario, totale disinteresse nei sui confronti. Non c’è una causa ben precisa, ma diversi fattori che possono intervenire come: il cambiamento ormonale (dopo il parto gli ormoni sessuali sia quelli prodotti dalla tiroide subiscono una diminuzione), allo stesso modo subentrano, come in tutte le forme depressive i neurotrasmettitori (serotonina, noradrenalina). A livello emotivo subentrano diversi cambiamenti: prima di tutto c’è una trasformazione fisica, poi c’è la sensazione di non essere più liberi (nel senso che le esigenze del bambino pongono dei forti limiti alla mobilità) inoltre vi è la perdita della propria identità e la necessità di costruirne una nuova da donna a donna e mamma. Infine intervengono anche fattori pratici come l’allattamento che spesso altera il ritmo sonno-veglia. Altri fattori che possono intervenire possono essere la mancanza di un supporto emotivo e pratico da parte dei familiari, la presenza di un altro figlio piccolo, problemi economici, isolamento sociale.
Spesso chi soffre di questa patologia a difficoltà a parlarne perché teme di essere ritenuta inadeguata al nuovo ruolo da svolgere all’interno del nucleo familiare o ancora peggio pensa di tenere per sé questo fardello con l’idea che passerà senza bisogno di nessuno aiuto dall’esterno.
Fermo restando che ci sono delle cause legate alla fisiologia della donna è possibile prevenire o attenuare alcune manifestazioni della depressione post-partum intervenendo a livello psicologico. E’ importante limitare le visite di amici e parenti nei giorni del rientro a casa dopo il parto, dormire nelle stesse ore in cui dorme il neonato, chiedere aiuto quando se ne sente il bisogno, mantenere un atteggiamento realistico nei confronti di se stessi e del bambino, seguire una dieta equilibrata, non isolarsi ma mantenere i contatti con amici e familiari.
La depressione post- partum può essere affrontata in modo differente a seconda del tipo e della gravità dei sintomi, sia attraverso l’assunzione di farmaci (sotto controllo medico) che con la psicoterapia.